SILVIA LONGO. IL DOTTOR STRANAMORE - OVVERO: COME HO IMPARATO A NON PREOCCUPARMI E AD AMARE LA BOMBA

Titolo originale: Dr Strangelove or: How I Learned to
Stop Worryng and Love the Bomb
Regia e sceneggiatura: Stanley Kubrick
Paese di produzione: Gran Bretagna
Anno: 1964
Durata: 93 minuti
Il 16 Ottobre 1964 in una regione nel nord della Cina viene per la prima volta testata attraverso un'eplosione controllata una bomba a fissione di uranio dal peso di una tonnellata e mezza. Il bacino di Lop Nur che aveva ospitato un grande lago salato prosciugatosi nel tempo e che era stato sede dell'antica città di Loulan, storica tappa sulla via della seta, diventa, attraverso quello che venne denominato in codice "Progetto 596", un poligono di test nucleari.
In quello stesso anno le case di produzione cinematografiche americane si rivelano sensibili al clima di tensione e in alcuni casi di paranoia che la guerra fredda e la proliferazione nucleare hanno generato e la Columbia Pictures fa uscire due film in bianco e nero dalla trama analoga. Così il 29 Gennaio esce Il Dottor Stranamore di Stanley Kubrick e il 7 Ottobre, pochi giorni prima dell'esplosione di Lop Nur, A Prova di Errore di Sidney Lumet. In entrambi i film la vicenda riguarda un ordine di attacco nei confronti della potenza sovietica dato per sbaglio. Dei bombardieri B-52 ricevono il comando di sganciare la bomba atomica su suolo russo e a quel punto le leadership politiche e militari cercano disperatamente di correggere l'errore per poter tornare sui propri passi ed evitare la catastrofe.
Nel film di Kubrick il registro è satirico e paradossale e la trama è impreziosita da un ingegnoso espediente narrativo che crea una sorta di comicità del fraintendimento. A scopo di deterrenza infatti i russi hanno creato una "macchina della fine del mondo" (doomsday machine) che un bombardamento contro di loro metterebbe irrevocabilmente in moto con il risultato di una distruzione totale della vita sull'intero pianeta. Essi non hanno però comunicato l'esistenza di un tale ordigno, vanificandone così ogni possibile funzione deterrente. La situazione, comica e tragica al tempo stesso, è tale che Morandini (2021) definisce Il Dottor Stranamore «uno dei pochi capolavori di satira politica nella storia del cinema che riflette gli incubi apocalittici dei primi anni '60 ».
In una delle scene più famose del film il presidente americano Merkin Muffley (Peter Sellers) è al telefono con il premier sovietico Dimitri Kissov, che nel film non compare mai e che è ubriaco, per informarlo che dei bombardieri americani sono in volo diretti verso l'Unione Sovietica con l'ordine di sganciare la bomba nucleare. Al suo fianco c'è l'ambasciatore russo de Sadesky (Peter Bull) che monitora la telefonata.

Peter Sellers (a destra) e Peter Bull nei panni del presidente
americano e dell'ambasciatore sovietico
PRESIDENTE MUFFLEY: «Pronto?... Eh-eh... pro... pronto, Dimitri? Dimitri, non sento molto bene. Ti dispiacerebbe abbassare un po' il giradischi Adesso è molto meglio, sì. Eh... Sì, sì, bene. Ti sento alla perfezione, Dimitri. La voce mi arriva chiara e senza il minimo disturbo. Anch'io non sono disturbato, vero? Bene, bene... Allora vuol dire che nè io né te siamo disturbati. Bene. Sì, è una bella cosa che tu stia bene e anch'io. Sono dello stesso parere. È bello stare bene. Senti un po', Dimitri... Ti ricordi che noi... noi abbiamo sempre parlato di questa possibilità che succedesse qualche incoveniente con la bomba? La bomba, Dimitri. La bomba all'idrogeno. Beh, insomma, è successo questo: uno dei nostri comandanti di base ha... ha... ha... ha avuto come... beh, insomma, gli è girato il boccino. Beh, sai, è diventato un po'... strano, e... Insomma, ha fatto una sciocchezzuola... Ecco, adesso ti dico cosa ha fatto: ha ordinato ai suoi aerei di venirvi a bombardare. Ma lasciami finire, Dimitri! Lasciami finire, Dimitri! (...) Ne ho già discusso col tuo ambasciatore, non è uno stratagemma, te lo giuro. (..) Se non ci riesce di richiamare gli aerei, mi pare... mi pare che sia... beh, ma insomma... vi dobbiamo aiutare ad abbatterli, Dimitri. Ma lo so che sono i nostri! (...) Dispiace anche a me, Dimitri. Mi dispiace molto. Va bene, dispiace più a te che a me, però dispiace anche a me. A me dispiace quanto a te, Dimitri. Non dire che a te dispiace più che a me, perché io ho il diritto di essere dispiaciuto quanto lo sei tu, né più né meno. Ci dispiace ugualmente, va bene? D'accordo».
Il dialogo fra i due leader, in un momento di potenziale catastrofe, è totalmente e comicamente inefficace. Questa scena, tra le più brillanti del film e qui riportata quasi per intero, si presta ad una lettura psicoanalitica freudiana nella misura in cui vediamo la messa in scena di un Io che tenta di rimanere aggrappato alla razionalità ma è troppo fragile per far fronte al caos delle pulsioni disregolate e alla forza di un inconscio che ha rotto gli argini non solo della razionalità ma del buon senso e del proprio ancoraggio alla realtà. Ne Il disagio della civiltà Freud (1930) afferma che la civiltà e le sue istituzioni morali, sociali e politiche dovrebbero proprio avere la funzione di arginare le pulsioni libidiche e aggressive, le quali possono essere contenute o spostate verso mete più elevate ma mai eliminate. In Perché la guerra? (1932) egli poi sostiene che l'Io è strutturalmente debole rispetto alle pulsioni istintuali e per questa ragione la guerra può essere considerata un'inevitabile manifestazione collettiva di un'aggressività che non riesce ad essere altrimenti incanalata.
Dopo la crisi dei missili di Cuba del 1962 e dopo che erano appena trascorsi gli anni più caldi del maccartismo si viene a creare, negli Stati Uniti ma non solo, un clima di generale ansietà e di pericolo che nel film viene rappresentato in una sorta di metafora, o forse meglio di correlativo oggettivo, dalla follia del generale Jack D. Ripper (Sterling Hayden) il quale in molte recensioni viene erroneamente chiamato psicopatico. Ripper potrebbe essere definito secondo i criteri diagnostici correnti (DSM 5-TR, American Psychiatric Association) come affetto da un disturbo delirante di tipo paranoide. Il generale si convince infatti che i russi stiano contaminando l'acqua degli americani aggiungendovi del fluoro e che vogliano indebolire il popolo americano alterando o rubando l'essenza dei loro "più preziosi fluidi corporei". Per questo egli, a cui pure piacciono le donne, nega loro la sua "essenza vitale" proibendosi in altri termini l'eiaculazione. Per proteggersi da tale complotto egli beve solo acqua piovana distillata o alcol medicinale e concepisce il piano difensivo di ordinare ai suoi aviatori un attacco nucleare contro la Russia. Il critico Tobias (2024) si domanda se ci sia nella realtà molta differenza fra le convinzioni deliranti del personaggio ritratto da Kubrick e le teorie dell'attuale movimento complottista americano QAnon, a testimonianza della contemporaneità di questo film a più di sessant'anni dalla sua uscita. In uno degli ordini che il generale dà ai suoi uomini rimasti alla base si evidenzia infatti, in modo tristemente familiare, come situazioni di conflitto e di paura possano innescare un approccio paranoide e disumano.
GENERALE RIPPER: «Voi vi atterrete a tre semplici regole. Primo: non vi fidate di nessuno, qualunque divisa porti e qualunque sia il suo grado, a meno che non lo conosciate personalmente. Secondo: su qualunque cosa mobile che si avvicini a meno di 200 metri si dovrà aprire il fuoco. Terzo: se avrete dei dubbi, prima sparate e poi chiedete spiegazioni. Io preferisco le perdite insignificanti che ne potrebbero derivare al rischio che la base venga occupata o distrutta dal nemico».
Il Generale Jack D. Ripper (Sterling Hayden) in un'iconica inquadratura
Con la sua satira dissacrante Kubrick gira un film squisitamente pacifista e anti-militarista che, mettendola in ridicolo, de-leggitima la cultura machista e sessista di cui molta America è intrisa anche al di fuori dei suoi ranghi militari. Secondo Patterson (2010) è lo sceneggiatore Terry Southern ad aver volutamente ritratto un generale «balordo e paranoide, a testimonianza di tutte le idiozie che le autorità sciorinavano ad ogni conferenza stampa sulla strategia della guerra nel Vietnam o sulle politiche di armamento nucleare».
Nella satira di Kubrick sono altresì presenti numerosissimi riferimenti simbolici alla pulsione sessuale maschile, che diventa metafora del potere militare e distruttivo. La bomba è un simbolo fallico per eccellenza e l'immagine della sua esplosione evoca nel finale un orgasmo atomico. In un bellissimo gioco di parole la critica anglofona (Payne, 2020) ha parlato di wargasm, una crasi delle parole guerra (war) e orgasmo (orgasm) in riferimento soprattutto alla scena conclusiva in cui il maggiore Kong (Slim Pickens) cavalca la bomba sventolando il suo cappello da cowboy ed emettendo esaltate grida di giubilo. L'orgasmo apocalittico a cui la scena allude è una rappresentazione visiva efficacissima dell'intreccio fra eros e thanatos, pulsione di vita e pulsione di morte (Freud, 1920).
Il Maggiore Kong (Slim Pickens) cavalca la bomba atomica
I riferimenti ad una sessualità deviata e asservita a spinte distruttive sono talmente tanti che è difficile elencarli tutti. Basti citare a titolo d'esempio la scena d'apertura del film in cui il rifornimento aereo di un bombardiere allude ad un accoppiamento meccanizzato fra parti d'acciaio: il tubo di rifornimento dell'aereo cisterna "penetra" più volte il bocchettone del B-52 in volo. All'interno del velivolo i soldati sfogliano la rivista Playboy, mentre nel loro kit di sopravvivenza trovano: un pacchetto di profilattici, tre rossetti e tre paia di calze di nylon. La degradazione del ruolo del femminile operata dalla cultura maschilista dell'esercito traspare anche attraverso il taglio dell'unico personaggio femminile dell'intero film, Miss Scott (Tracy Reed), amante del generale Turgidson (George C. Scott) che compare in bikini mentre è straiata sotto una lampada abbronzante. I nomi stessi dei personaggi sono una parodia della cultura della virilità machista e violenta: ci sono (King) Kong, Jack D. Ripper (Jack lo squartatore), Turgidson (allusione alla turgidità dell'erezione), Mandrake (mandragola, pianta tossica ma con proprietà afrodisiache), Kissov (che suona come kiss off, dare un bacio ed andare via), de Sadeski (dal marchese de Sade) e infine lo stesso Strangelove, un amore, appunto, a dir poco strano. Non ci si meraviglia quindi, a fronte di un attacco così radicale e dissacrante nei confronti della cultura militare maschilista, che «il pubblico abbia inizialmente reagito con orrore nel vedere un'istituzione messa in discussione e dei comandanti dell'esercito ridicolizzati e che, superato lo shock, non abbia più smesso di ridere» (Patterson, 2010).
Il successo del film è certamente anche dovuto alla straordinaria interpretazione di Peter Sellers che interpreta tre ruoli: il presidente Muffley, il capitano Mandrake e l'ex-scienziato nazista dottor Stranamore. Sellers riesce a passare dalla compostezza inglese ed equilibrata del capitano, alla calma inefficace di Muffley, alla follia perversa dello scienziato, diventando nelle diverse interpretazioni quasi irriconoscibile. Dei tre personaggi, tutti in un certo senso protagonisti, Lionel Mandrake è quello più vicino alla realtà e meno caricaturale: ufficiale britannico dell'areonautica, egli rappresenta il punto di vista di un osservatore esterno la cui costernazione evidenzia l'assurdità di quanto sta accadendo all'interno della base militare. All'estremo opposto c'è Stranamore, consulente del governo, completamente folle e in preda a passioni totalitarie e distruttive. Egli ha una mano che non riesce a controllare e che una volta si proietta in avanti nel saluto nazista, un'altra si ritorce contro di lui e tenta di strozzarlo. Con un accento tedesco caricaturale e in uno stato di rapimento estasiato Stranamore esalta la bellezza dei mezzi di distruzione di massa, in una parodia assurda e simbolica dell'idea che la scienza possa indicare all'umanità la strada verso il progresso.
Si può dire che Kubrick con questa pellicola e in particolare con questo personaggio abbia esemplificato il concetto freudiano di pulsione di morte come forza psichica inconscia che spinge l'uomo all'annientamento a dispetto dei progressi scientifici e tecnologici oppure proprio grazie a questi. E in questo senso Il dottor Stranamore ci aiuta a rimanere consapevoli dei pericoli legati alla natura stessa dell'uomo.
Keywords
#cinema e psicoanalisi #dottor stranamore #maschilismo #antimilitarismo #disturbo delirante #pulsione di morte
Bibliografia
American Psychiatric Association (2022) Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali. DSM-5-TR. Cortina, Milano, 2023.
Freud, S. (1920) Al di là del principio di piacere. In: OSF, 9, Torino, Boringhieri, 1989.
Freud, S. (1929) Il Disagio della Civiltà. In: OSF, 10, Torino, Boringhieri, 1989.
Freud, S. (1932) Perché la Guerra? In: OSF, 11, Torino, Boringhieri, 1989.
Morandini, L., Morandini, L. & Morandini, M. (2021) Il Morandini 2022. Dizionario dei Film e delle Serie Televisive. Zanichelli, Bologna.
Payne, R.A. (2020) Grappling with Dr Strangelove's Wargasm Fantasy. International Studies Review, Vol. 22, Issue 3, p.464-481.
Patterson, J. (2010) Dr Strangelove: No. 6 best comedy film of all time. www.theguardian.com/film/2010/oct/18/dr-strangelove-kubrick-comedy consultato il 1/11/2025.
Tobias, S. (2024) Dr Strangelove at 60: is this still the greatest big-screen satire? www.theguardian.com/film/2024/jan/29/dr-strangelove-stanley-kubrick-anniversary consultato il 1/11/2025.